Molti capi militari si rifiutano di sparare sulla folla dei dimostranti.
Magari sono più propensi a farlo sui fotografi giapponesi, ma questa è un'altra storia.
E poi, i giapponesi devono piantarla di girare il globo con le loro macchinine del cazzo a fotografare la prima sparatoria sulla folla che gli capita davanti.
Birmania Settembre 2007, ed è come se un altro ulteriore pezzettino di mondo nascosto arrivasse nelle nostre stanze e nelle nostre teste.
Ma non ci avevano detto che con la caduta del muro di Berlino si sarebbe scatenata la pace e love su tutto il globo?
A Berlino è scattata, ed infatti la Love Parade impazza ogni anno, e in altre forme, ogni notte nei club sotterranei.
Devono essersi dimenticati di avvisare la sedicente Giunta Militare del sedicente paese del Myanmar.
Eppure bastava mettere una postilla ai contratti che fino a pochi mesi fa le multinazionali Ammerigane ( come direbbe Albertone) e francesi firmavano con la suddetta Giunta.
Qualcosa del tipo: “cercasi manodopera sfruttata e a basso costo per realizzare strutture alberghiere e tagliare legna… MURO CROLLATO- REGIME BRUTTO- DEMOCRAZIA SI –ADEGUARSI O CI SPUTTANIAMO- STOP”.
E invece…
Molti pensano che i manifestanti scendano in Piazza per chiedere libertà religiose, politiche etc.
E’ in gran parte vero.
Ma è vero solo in parte.
Ed è comodo e rassicurante associare l’immagine della Birmania della democrazia negata a quella della Cina.
Con una piccola differenza: in Birmania la gente scende in piazza, sapendo di morire, ma ci va lo stesso.
A Pechino, che qualche libertà politica la vorrebbero pure li, ecchecazzo!, no.
A Pechino molti, non tutti, molti, iniziano a potersi comprare il fantasmagorico I-POD da 160, centosessanta! Giga.
In Birmania se riescono a mettere assieme un pasto in tre giorni tre è grasso che cola.
Il geniale FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE ha detto: “ ci pare che non ve la cavate così maluccio, ma perché non tagliate le spese dei sussidi e dell’assistenza sanitaria e privatizziamo tutto giacchè vi dichiarate comunisti?”
Mettiamola così: in Cina c’è la speranza di poter un domani votare per un qualche partito.
In Birmania se non cambia qualcosa subito c’è il rischio che LE PROSSIME SCHEDE ELETTORALI LE SI METTA nelle urne del cimitero, tutti i fantasmini birmani IN CODA a mettere la loro preferenza, con il Buddha già accusato di brogli elettorali.
DOLCE E GABBANA e SUPERflavione Briatore HANNO DICHIARATO:” in Piazza SI ma con un po’ di stile”.
Levatevi immediatamente quei cazzo di mantelli arancioni che non vi si può vedere.
Magari sono più propensi a farlo sui fotografi giapponesi, ma questa è un'altra storia.
E poi, i giapponesi devono piantarla di girare il globo con le loro macchinine del cazzo a fotografare la prima sparatoria sulla folla che gli capita davanti.
Birmania Settembre 2007, ed è come se un altro ulteriore pezzettino di mondo nascosto arrivasse nelle nostre stanze e nelle nostre teste.
Ma non ci avevano detto che con la caduta del muro di Berlino si sarebbe scatenata la pace e love su tutto il globo?
A Berlino è scattata, ed infatti la Love Parade impazza ogni anno, e in altre forme, ogni notte nei club sotterranei.
Devono essersi dimenticati di avvisare la sedicente Giunta Militare del sedicente paese del Myanmar.
Eppure bastava mettere una postilla ai contratti che fino a pochi mesi fa le multinazionali Ammerigane ( come direbbe Albertone) e francesi firmavano con la suddetta Giunta.
Qualcosa del tipo: “cercasi manodopera sfruttata e a basso costo per realizzare strutture alberghiere e tagliare legna… MURO CROLLATO- REGIME BRUTTO- DEMOCRAZIA SI –ADEGUARSI O CI SPUTTANIAMO- STOP”.
E invece…
Molti pensano che i manifestanti scendano in Piazza per chiedere libertà religiose, politiche etc.
E’ in gran parte vero.
Ma è vero solo in parte.
Ed è comodo e rassicurante associare l’immagine della Birmania della democrazia negata a quella della Cina.
Con una piccola differenza: in Birmania la gente scende in piazza, sapendo di morire, ma ci va lo stesso.
A Pechino, che qualche libertà politica la vorrebbero pure li, ecchecazzo!, no.
A Pechino molti, non tutti, molti, iniziano a potersi comprare il fantasmagorico I-POD da 160, centosessanta! Giga.
In Birmania se riescono a mettere assieme un pasto in tre giorni tre è grasso che cola.
Il geniale FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE ha detto: “ ci pare che non ve la cavate così maluccio, ma perché non tagliate le spese dei sussidi e dell’assistenza sanitaria e privatizziamo tutto giacchè vi dichiarate comunisti?”
Mettiamola così: in Cina c’è la speranza di poter un domani votare per un qualche partito.
In Birmania se non cambia qualcosa subito c’è il rischio che LE PROSSIME SCHEDE ELETTORALI LE SI METTA nelle urne del cimitero, tutti i fantasmini birmani IN CODA a mettere la loro preferenza, con il Buddha già accusato di brogli elettorali.
DOLCE E GABBANA e SUPERflavione Briatore HANNO DICHIARATO:” in Piazza SI ma con un po’ di stile”.
Levatevi immediatamente quei cazzo di mantelli arancioni che non vi si può vedere.

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