martedì 9 ottobre 2007

LO SCERIFFONE


LO SCERIFFONE

Sergio Cofferati, che da adesso in poi chiameremo lo Sceriffone, non è capace a fare politica.
Da Segretario Generale Della Camera del Lavoro lo sceriffone aveva portato in piazza più di tre milioni di persone per difendere il principio secondo il quale anche i bamboccioni dovessero avere un po’ degli stessi diritti dei lori padri, delle madri e fratelli maggiori, e potessero sedersi a tavola tranquilli la sera, senza il rischio che arrivasse una chiamata del tipo: “ Uè figa alza il culeetto dalla sedia e recati immediatamente sul posto di lavoro, molla quei morti di fame dei tuoi famigliari, che mi stai a bloccà il bisness”.
Bei tempi.
Ricordo che in quel bacile di erba e terra che è il Circo Massimo, anche un gruppo di mimimmi, esultante in un tripudio di bandiere, muovendo le antenne, si era messo persino a saltare urlando : “ vai ser..” prima di essere schiacciato da Marione e Levante Benincasa, due fratelli della federazione DS del Mugello, titolari della nota pasticceria "Quei Due Fratelli Che Siamo Noi Due", terribilmente obesi.
Bei tempi.
Oggi il Nostro, che di mestiere fa il Sindaco di Bologna, avendo capito che, a differenza del lavoro sindacale, la politica è l’arte del gestire mediando, si è messo di buzzo buono e ha decretato: la chiusura di tutti i centri sociali, l’abbattimento con le ruspe dei campi nomadi, il divieto di mescita e consumo di bevande alcoliche in centro, la proibizione dei cortei studenteschi a sfondo carnascialesco.
Ha disposto inoltre: il divieto di consumo di tortellini in brodo nell’area compresa tra le due torri e il ghetto, l’allontanamento di Umberto Eco dalla città con l’accusa di turbativa d’asta, la segnalazione alla Procura della Repubblica dell’intera redazione di Topolino con l’accusa di istigazione a delinquere, relativa al numero 405 del 12/07/07, nel quale la banda bassotti rapinava gli uffici comunali di Paperopoli.
Un nostro fratello mimimmo romano trapiantato a Bologna si è lasciato sfuggire, in un momento di commozione estrema, la seguente affermazione: “ Mo c’ha rotto li cojoni”.
O perlomeno così ci è sembrato di capire.
Se volete chiediamo meglio e vi facciamo sapere.
DON STURZO

sabato 6 ottobre 2007

RI-CLAMOROSO

RI-CLAMOROSO!


Continua il giallo del bonzo rinvenuto giovedi' scorso alle ore 21.30 davanti alla redazione dell'unione sarda.
Pare infatti che l'uomo sagoma fosse in precarie condizoni di salute e che non si alimentasse da giorni come confermano le analisi mediche alle quali è stato tempestivamente sottoposto.
Arrivata durante la serata di venerdi' la smentita della Farnesina circa la sua espulsione dell'Italia da parte delle forze dell'ordine , pare infatti che il monaco sia stato visto in piazzetta San Cosimo durante l' intervista allo scrittore Israeliano Yehoshua, al termine della quale avrebbe commentato : ah.
Durante la notte numerosi testimoni dichiarano di averlo poi visto allo spazio newton per qualche ora di svago,come lui stesso ha dichiarato.
Pare quindi che la città di Cagliari possa vantarsi di ospitare questo illustre personaggio a tempo indeterminato,anche se già in nottata la stampa avrebbe perso le sue tracce a causa di un forte acquazzone che, si teme ,possa aver ridotto il suo corpo di cartone in un mucchio di cartapesta. Un bonzo impegnato in tutti gli ambiti dunque.


IULCA

CLAMOROSO




BONZO CARTONATO IN VIALE REGINA ELENA A CAGLIARI


Ignoti i motivi del folle gesto



Attorno alle 21 di ieri una serie di telefonate allarmate mettevano in subbuglio la redazione dell'Unione Sarda: un bonzo birmano veniva avvistato proprio in Viale Regina Elena a CAGLIARI, scatenando reazioni inenarrabili nei variegati passanti, uomini o cani che fossero.


L'intrepido reporter, sprezzante del pericolo, si è subito precipitato nel punto più nevralgico dell'azione, trovandosi di fronte una scena che, è certo, lo segnerà per il resto della sua vita: il bonzo era là, appoggiato alla bell'e meglio ad una panchina, rigido come un foglio di cartone ondulato, del colore del cartone ondulato, leggero come il cartone ondulato.


Insomma, come avrete certo capito, il monaco, al culmine della sua protesta, in preda alla più profonda forma di meditazione ascetica si era trasformato in una sagoma di cartone, stato fisico ideale per potersi dare fuoco e ardere in maniera ottimale (il potere calorifico del cartone è come noto superiore a quello della carne umana).


Solo il prode intervento dell'integerrimo giornalista ha evitato la tragedia, scatenando l'entusiasmo della popolazione cagliaritana e l'assoluta indifferenza del bonzo.


La successiva intervista non è stata particolarmente fruttuosa: impossibile cavare una parola dalla bocca (peraltro solo disegnata) del religioso, consegnato quindi alle forze dell'ordine che hanno provveduto all'immediata espulsione data la mancanza di documenti.


I motivi di questa protesta estrema restano avvolti nel mistero: in Birmania non accade nulla di nuovo, la dittatura, al potere da 45 anni, appare florida come al solito e gode del tradizionale consenso internazionale, e la polizia garantisce con solerti interventi la privacy dei cittadini dai paparazzi.


M.M.M.

venerdì 5 ottobre 2007

FINALMENTE NEI NEGOZI!!!!


È uscita ragazzi!! La fantasmagorica Bonzo Compilescion!!! Fantastici artisti italiani mostrano la loro solidarietà non richiesta al popolo birmano, ricordandoci come loro siano persone migliori di noi pur non facendo concretamente un cazzo nella vita! Corri a comprarla!!

A. Celentano Il Bonzo in mi settima
Modena City Ramblers Canzone della fine del Bonzo
Neffa Un bonzo nuovo
L.Ligabue Balliamo sul Bonzo
G.Morandi Un bonzo d’Amore
Max Gazzè L’uomo più furbo del Bonzo
R.Arbore Bonzo Bonzo Bonzo
Raf Sei la più bella del Bonzo
L.Ligabue A che ora è la fine del Bonzo
Anna Oxa Tutti i brividi del Bonzo

giovedì 4 ottobre 2007

I mimimmi e la Birmania

Molti capi militari si rifiutano di sparare sulla folla dei dimostranti.
Magari sono più propensi a farlo sui fotografi giapponesi, ma questa è un'altra storia.
E poi, i giapponesi devono piantarla di girare il globo con le loro macchinine del cazzo a fotografare la prima sparatoria sulla folla che gli capita davanti.
Birmania Settembre 2007, ed è come se un altro ulteriore pezzettino di mondo nascosto arrivasse nelle nostre stanze e nelle nostre teste.
Ma non ci avevano detto che con la caduta del muro di Berlino si sarebbe scatenata la pace e love su tutto il globo?
A Berlino è scattata, ed infatti la Love Parade impazza ogni anno, e in altre forme, ogni notte nei club sotterranei.
Devono essersi dimenticati di avvisare la sedicente Giunta Militare del sedicente paese del Myanmar.
Eppure bastava mettere una postilla ai contratti che fino a pochi mesi fa le multinazionali Ammerigane ( come direbbe Albertone) e francesi firmavano con la suddetta Giunta.
Qualcosa del tipo: “cercasi manodopera sfruttata e a basso costo per realizzare strutture alberghiere e tagliare legna… MURO CROLLATO- REGIME BRUTTO- DEMOCRAZIA SI –ADEGUARSI O CI SPUTTANIAMO- STOP”.
E invece…
Molti pensano che i manifestanti scendano in Piazza per chiedere libertà religiose, politiche etc.
E’ in gran parte vero.
Ma è vero solo in parte.
Ed è comodo e rassicurante associare l’immagine della Birmania della democrazia negata a quella della Cina.
Con una piccola differenza: in Birmania la gente scende in piazza, sapendo di morire, ma ci va lo stesso.
A Pechino, che qualche libertà politica la vorrebbero pure li, ecchecazzo!, no.
A Pechino molti, non tutti, molti, iniziano a potersi comprare il fantasmagorico I-POD da 160, centosessanta! Giga.
In Birmania se riescono a mettere assieme un pasto in tre giorni tre è grasso che cola.
Il geniale FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE ha detto: “ ci pare che non ve la cavate così maluccio, ma perché non tagliate le spese dei sussidi e dell’assistenza sanitaria e privatizziamo tutto giacchè vi dichiarate comunisti?”
Mettiamola così: in Cina c’è la speranza di poter un domani votare per un qualche partito.
In Birmania se non cambia qualcosa subito c’è il rischio che LE PROSSIME SCHEDE ELETTORALI LE SI METTA nelle urne del cimitero, tutti i fantasmini birmani IN CODA a mettere la loro preferenza, con il Buddha già accusato di brogli elettorali.
DOLCE E GABBANA e SUPERflavione Briatore HANNO DICHIARATO:” in Piazza SI ma con un po’ di stile”.
Levatevi immediatamente quei cazzo di mantelli arancioni che non vi si può vedere.

Il pensiero filosofico mimimmo

La questione mimimma è una delle problematiche più discusse del pensiero filosofico moderno.
Dopo un inizio un po’ timido in cui la corrente venne assimilata al calcarismo iconoclasta e iconoscista tedesco, questa uscì dai rigidi schemi del pietrismo per poi prorompere con caparbietà nella scena filosofica internazionale. Chi ne intuì le potenzialità fu Immanuel Kant, che per primo si pose la fatidica domanda cos’è un mimimmo? ma subito si diede la fatidica risposta Boh! e passò ad altro. Dobbiamo aspettare i fertili pensatori del novecento per ritrovare le tracce di questo affascinante movimento. In particolare non possiamo non menzionare Martin Heidegger che spiazzò tutti con la sua celeberrima definizione “un mimimmo E’, e viceversa”, definizione che spacco in due i massimi studiosi del filosofo tedesco; una parte vide nella definizione la pesante influenza di Borges e Gide(anticipando di qualche anno il nascente movimento surrealista), un’ altra parte vide la pesante influenza di sostanze stupefacenti di vario genere.
Dalla definizione di Heidegger scaturirono numerose correnti di pensiero mimimmo tra le quali citiamo senza dubbio la nota Sturm und Drang und Kartopfen che, stimolata anche dall’avvento della Gestalt, contrapponeva l’idea di mimimmo come entità percettiva gestaltica a quella di mimimmo come avanzata peristalsi gastrica. Oltre a ciò il gruppo ipotizzava l’idea dell’esistenza di un mimimmo superiore, collegato tramite il sub-inconscio ed il tra-inconscio alla mente dei vari mimimmi sparsi per l’universo. Questa definizione, a lungo presa per buona, scatenò un confronto tra Theodore Adorno, sostenitore della tesi del gruppo, e Marshall McLuhan, sostenitore della natura paritaria ed anarchica dei mimimmi, trascinando i due in un aspro dibattito dai toni molto accesi che vide spesso chiamate in causa le loro madri. Ci volle l’intervento di Umberto Eco per porre fine al dibattito con la celeberrima massima mimimma I Mimimmi sono una struttura anarchica fortemente gerarchizzata, che detto così non vuol dire una minchia ma accontentava un po’ tutti. Erano nate le basi della politica moderna.

mercoledì 3 ottobre 2007

I MIMIMMI E LA STORIA 1



Tanto tempo fa,quando ancora la terra era un'incasinatissima palla di fuoco e acque torbide,il Padreterno,mescola questo mescola quello,tra un ptero sauro e un bronto cagnolo che lui stesso fece sparire nel giro di una brevissima era geologica,accortosi di tanta futilità creo' anche un piccolo esserino somigliante proprio a quello che noi oggi possiamo chiamare erroneamente e comunemente sasso.
Ma all'epoca non era stato possibile instaurare alcun paragone poichè ancora non era stato inventato nient'altro.
Il mimimmo fu la prima creatura davvero significativa creata da colui che tutto vede e tutto sa.
La caratteristica peculiare di questo essere era la presenza di due piccole antenne che gli davano la possibilità di captare tutti i segnali che venivano dall'esterno, di rielaborarli e risputarli fuori nuovi e sorprendenti:infatti nonostante un mimmimmo si presenti piuttosto inespressivo e privo,come si suol dire,di MIMIMMICA facciale,in realtà accoglie dentro di se una grande spirito di osservazione,una grossa creatività e soprattutto una fortissima carica ironica che da subito,anche tra i bronto inutili sauri,lo fece assurgere al ruolo di leader incontrastato della risata e della furbizia!
E’ noto a tutti infatti l'episodio in cui Adamo ed Eva furono cacciati dal paradiso TERRESTRE,come risulta dagli atti,in seguito ad un certo furto di frutta avvenuto in circostanze a tutt'oggi non molto chiare.
Il mimimmo allora,che per sua stessa natura non puo' non indagare laddove le situazioni non sono trasparenti e non riesce a non riderne sonoramente e proporre poi un punto di vista totalmente nuovo e spiazzante a chi invece non si è reso bene conto dell'ingiustizia che si sta perpetrando,in quell'occasione riempi' il paradiso terrestre di fotografie compromettenti che ritraevano il signore nell'atto di stipulare accordi per la costruzione di quell'enorme giardino pensile del tutto abusivo.
Il buon Dio infatti,aveva saputo,grazie a qualche santo in paradiso,che la asl e la finanza stavano indagando sul suo caso e cosi' di fretta aveva sfrattato i due poveri inquilini,ma non aveva fatto i conti con la sua creatura ....
infatti venuta a galla la notizia il Signore fu destituito.

La questione mimimma affascinò in seguito i pensatori ed i filosofi di ogni tempo, arrivando a diventare ai nostri giorni una delle problematiche più discusse del pensiero filosofico moderno.
Dopo un inizio un po’ timido in cui la corrente venne assimilata al calcarismo iconoclasta e iconoscista tedesco, questa uscì dai rigidi schemi del pietrismo per poi prorompere con caparbietà nella scena filosofica internazionale.
Chi ne intuì le potenzialità fu Immanuel Kant, che per primo si pose la fatidica domanda cos’è un mimimmo? ma subito si diede la fatidica risposta Boh! e passò ad altro.
Dobbiamo aspettare i fertili pensatori del novecento per ritrovare le tracce di questo affascinante movimento.
In particolare non possiamo non menzionare Martin Heidegger che spiazzò tutti con la sua celeberrima definizione “un mimimmo E’, e viceversa”, definizione che spacco in due i massimi studiosi del filosofo tedesco: una parte vide nella definizione la pesante influenza di Borges e Gide(anticipando di qualche anno il nascente movimento surrealista), un’ altra parte vide la pesante influenza di sostanze stupefacenti di vario genere.
Dalla definizione di Heidegger scaturirono numerose correnti di pensiero mimimmo tra le quali citiamo senza dubbio la nota Sturm und Drang und Kartopfen che, stimolata anche dall’avvento della Gestalt, contrapponeva l’idea di mimimmo come entità percettiva gestaltica a quella di mimimmo come avanzata peristalsi gastrica.
Oltre a ciò il gruppo ipotizzava l’idea dell’esistenza di un mimimmo superiore, collegato tramite il sub-inconscio ed il tra-inconscio alla mente dei vari mimimmi sparsi per l’universo.
Questa definizione, a lungo presa per buona, scatenò un confronto tra Theodore Adorno, sostenitore della tesi del gruppo, e Marshall McLuhan, sostenitore della natura paritaria ed anarchica dei mimimmi, trascinando i due in un aspro dibattito dai toni molto accesi che vide spesso chiamate in causa le loro madri.
Ci volle l’intervento di Umberto Eco per porre fine al dibattito con la celeberrima massima mimimma I Mimimmi sono una struttura anarchica fortemente gerarchizzata, che detto così non vuol dire una minchia ma accontentava un po’ tutti.
Erano nate le basi della politica moderna.

martedì 2 ottobre 2007

I MIMIMMI SIAMO NOI


MANIFESTO FUTURISTA DELL’ ESTETICA MIMIMMICA.

Chi sa chi sono i mimimmi?

I mimimmi non esistono, sono la trave nell'occhio di chi guarda.
I mimimmi sono divertenti e divertiti, sono tutto e il contrario di tutto.
Sono l'altra faccia dei giornali.
L'altra faccia dei partiti.
I mimimmi sono inclassificabili. inqualificabili, sono uno e sono mille, ingestibili e ininquadrabili.
Sfuggenti ma sempre presenti, scompiglianti ma rassicuranti.I mimimmi non vogliono fare la rivoluzione, sono essi stessi con la loro esistenza la rivoluzione possibile e reale.
Non vogliono proporre soluzioni ai problemi ma problematizzare il pensiero e le soluzioni.I mimimmi devono essere il movimento reale che non pensa al posto si qualcuno ma stimola il pensiero.
I mimimmi producono sogni e suggestioni non sognano o pensano al posto di qualcuno.
I mimimmi non vogliono diventare un partito o entrare come gruppo in una parte.
I mimimmi sono i guerriglieri nascosti nelle pieghe dei vostri giornali e del sistema dell'informazione.

Sono famosi e sconosciuti, sono le antenne di ogni sasso che vi guarda sornione e apparentemente immobile e inespressivo.
Mentre è già pronto a sgattaiolare la notte da ogni angolo di strada per attacchinare le vostre saracinesche, comparire sui vostri muri, sacra sindone civile e laica.

Ti osserva ai bordi delle strade e nemmeno te ne accorgi, perchè ritrae le antenne e… vai a distinguerlo da una roccia qualsiasi!
Cerca di scoprire come funzionano le cose nel mondo degli uomini e, se a suo insindacabile giudizio ciò che fanno non gli garba, li punisce con la più spietata delle vendette: li prende per il culo.Sono tra noi e sopra di noi.

Passeggiano, ridono, osservano e tramano.Sono tutti diversi tra loro e tutti uguali nell'essenza mimimma,materia immateriale ed eterna.

Insomma i mimimmi,non si sa bene cosa siano.

La dura selezione naturale li ha resi insondabili, non classificabili, mimetici, in una parola mimimmi.Ma, generalizzando, possiamo affermare che la loro caratteristica principale sia la giocosità unita ad una inesauribile curiosità e voglia di scoprire come funzionano le cose.
Eppure al mimimmo non interessa trovare soluzioni ai problemi degli uomini :è una pietra, mica un uomo!
Ma il suo animo altruista lo porta a cercare di farli ragionare, motivo sufficiente perchè l'inero genere umano gli debba riconoscenza eterna, mica lanciarlo in acqua per vedere quante volte rimbalza prima di affondare!
Bastardi! Non avete cuore, tutti sanno che i mimimmi non sanno nuotare! Perdonali, mimimmo, perchè non sanno quel che fanno!
E' giunta l'ora di cominciare ad ascoltare la voce mimimma!
Le autorevoli prese per il culo di cui questa razza superiore ha deciso di farci dono, e capire finalmente la nostra pochezza di uomini
fatti di putrescibile carne, perdipiù privi di antenne e senso dell'umorismo e della giustizia!


Potenti di tutto il mondo tremate,la vostra ombra vi imbroglierà e riderà di voi!

Siamo pronti a sovvertire il tutto con le parti inattive del vostro cervello!
E' giunta l'ora della rivoluzione mimimmica!!!!Evviva i mimimmi!!